Speaker's Corner: Ponza e il Mamozio

Dallo Speaker's Corner un dentista con l'hobby dell'archeologia | GdO 2012;7:1-11

| 31 Luglio 2012 |

Speaker's Corner: Ponza e il Mamozio

Sul modo in cui vengono (mal)trattati i beni culturali in Italia si potrebbe scrivere a lungo. Un comico esempio ci arriva dall’isola di Ponza, dove una statua di epoca imperiale, copia del famoso Augusto togato, da tempo giace abbandonata in una stradina di campagna.

Cosma Capobianco


Sul modo in cui vengono (mal)trattati i beni culturali in Italia si potrebbe scrivere a lungo. Un comico esempio ci arriva dall'isola di Ponza, dove una statua di epoca imperiale, copia del famoso "Augusto togato", da tempo giace abbandonata in una stradina di campagna dopo essere stata sloggiata in seguito ai lavori nel porto. E, come se non bastasse, la chiamano pure la statua del Mamozio, sinonimo campano di "vecchio bacucco". Da poco, anche per merito di Vincenzo Bonifacio, dentista con l'hobby dell'archeologia, gli è stata riconosciuta la giusta importanza.

Com'è nato il suo interesse per l'archeologia?
Forse sarà stato quell'antico muro in opera reticolata che vedevo da bambino nei pressi della mia abitazione sull'isola di Ponza oppure le numerose emergenze storiche delle città dove ho abitato che hanno segnato la mia fantasia e la mia mente. Devo però alle frequenti discussioni sulla storia e sull'archeologia con un mio amico d'infanzia, con il quale ancora oggi organizzo escursioni, se ho approfondito certi temi.

Da qui è nato anche il suo libro dal titolo "Pontio - l'isola di Pilato, dal mito alla realtà" che ha favorito la scoperta di una statua di "Augusto togato" sull'isola di Ponza...
La mia prima pubblicazione riguardava l'approvvigiona-mento idrico in epoca romana ma coinvolgeva anche la medicina con uno studio sul consumo di acqua da parte dei rematori delle navi. L'articolo fu pubblicato nel 2001 sulla rivista dell'Archivio di Stato di Latina. La scoperta di alcune carte inedite sull'isola di Ponza e soprattutto l'acquisto di una mappa del Seicento presso un antiquario mi hanno fornito una spinta a ricercare oltre e a realizzare il libro "Pontio l'isola di Pilato". La cartografia con cui ho corredato il libro ha la funzione di condurre il lettore attraverso la storia dell'isola di Ponza non tralasciando particolari che riguardano l'ambiente e i monumenti.
Proprio tra le situazioni di epoca classica mi ha colpito la storia di una statua acefala denominata in modo dispregiativo il "Mamozio", che ancora oggi giace dimenticata in un angolo di una stradina.
Mentre raccoglievo del materiale che riguardava la statuaria antica, mi ha colpito un'immagine riguardante l'Augusto conservato nel museo di Palazzo Massimo a Roma: ebbene il tronco del Mamozio aveva caratteri molto simili.
Per la direttrice del museo archeologico di Sperlonga, Marisa de' Spagnolis, cui ho sottoposto la mia ricerca, si tratta certamente di una riproduzione dell'Augusto in veste pontificale.

La condizione di tante nostre antichità è nota e preoccupante: tre cose che farebbe se avesse il potere di farle?
Alcuni anni fa una buona iniziativa dello Stato dispose che una certa percentuale dei proventi del gioco del Lotto fosse destinata ai beni culturali; in seguito la proposta fu totalmente abbandonata.
Oggi sarebbe necessario riprendere il progetto e trovare nuove risorse magari sempre nel gioco o in altri settori.
Un ulteriore impulso al restauro dei monumenti potrebbe venire dal coinvolgimento e dall'incentivazioni delle iniziative private. Molti anni fa il ritrovamento di una nave oneraria mi lasciò una fortissima impressione: ritengo che tali emozioni debbano essere alla portata di tutti.
Sarebbe bello realizzare dei parchi sottomarini, magari uno nella mia isola sui fondali dove ancora oggi giace il relitto di fronte ai "Bagni di Pilato", un sito archeologico di grande fascino che oltre a essere salvaguardato sarebbe inserito e gestito all'interno di un progetto più ampio.
Sempre sul tema del mare, che tanto mi sta a cuore, ritengo che la costruzione di una nave lunga ("liburna") in grado di navigare, progetto di cui già si parlò anni fa, permetterebbe di indagare molti aspetti della navigazione antica e coinvolgerebbe emotivamente e culturalmente tutte le popolazioni costiere.

cosma.capobianco@tin.it


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